neosiculo
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« Risposta #13 il: 11 Settembre 2008, 04:22:06 pm » |
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La tragedia della Sicilia purtroppo è di dimensioni smisurate, e Catania ne è solo un simbolo tra tanti.
Premessa: la Sicilia potrebbe essere il paradiso su questa terra. Questa terra avrebbe tutti i presupposti per rendere la sua popolazione autosufficiente ed autonoma, e di vivere bene dalle sue risorse naturali, sociali e culturali, soprattutto grazie al turismo.
Invece, la realtà è ben diversa. La nostra bella isola viene affogata da rifiuti, spazzatura, cartacce, sterpaglie, nelle campagne e nei centri abitati, discariche in mezzo ai più bei boschi dell'isola (là dove ancora ce ne sono), ma anche nelle strade, davanti alle nostre case, lo scempio non si ferma. L'isola è invasa da costruzioni abusive, spesso abbandonate a metà, e di pessimo gusto architettonico. Le strade sono quelle che conosciamo tutti. Come a Catania, così in tante altre città (per esempio Siracusa), molti palazzi abitati, costruiti in quel periodo nero tra gli anni 50 e gli anni 80, stanno crollando già da sè, e poi figuriamoci che stiamo vivendo in una zona ad alto rischio sismico. La rete ferroviaria (se di tanto si può parlare) è una vergogna, ma anche il resto dei mezzi pubblici ha qualcosa di patetico.
E poi i nostri politici parlano del turismo come "la prima risorsa economica della Sicilia". Ma di quali turisti stiamo parlando? Forse gente che viene dal Bangladesh, dal Rwanda, che forse conosce delle immagini di terre violentate ancora peggiori di quelle che si presentano qui. Se chiediamo ai francesi, i tedeschi, gli inglesi, gli americani, che impressione hanno quando girano per i nostri paesaggi e per le nostre città, cosa pensate che dicano? "E' una bella terra ma purtroppo i suoi abitanti sembrano fregarsene totalmente, la sporcano e la abusano" - così si può riassumere ciò che vengo a sentire io, che lavoro nel settore del turismo.
Rimaniamo un attimo in questo settore, il turismo. Qui si dimostra tutta l'incapacità dei siciliani di organizzare, gestire, progettare, e di collaborare: incapacità diffusa tra i siciliani, dove ognuno cerca di farsi i cavoli suoi contro tutti gli altri, largamente nello stesso modo in cui si guida in macchina ("prima vengo io"). Il turista che non ha il viaggio già progettato da un'agenzia (nella maggior parte dei casi, straniera), e che ha il coraggio di venire qui a conto suo, e che per esempio arriva con il treno a Catania. Scendendo dal treno e uscendo dalla stazione centrale, vede (1) sulla sinistra la tristezza di ciò che si chiama "u passiaturi", tentativo tra tanti di rimettere delle piazze e dei posti in uno stato migliore, tentativo fallito come tanti, perché una volta fatta la ristrutturazione tutto è stato lasciato così. Manutenzione, concetto sconosciuto da queste parti. Penso chi legge ce l'abbia ben presente, lo stato attuale del "passiaturi". (2) il turista invece di guardare a sinistra, guarda avanti. Là si trova la piazza, quel uragano di macchine e altri mezzi motorizzati, una sfida per ogni passionato del "survival", e in vari spazi in mezzo ed intorno a questa piazza si trovano i diversi luoghi di partenza delle diverse linee di autobus, tra quelli urbani e quelli extraurbani - la confusione è garantita. Il nostro turista ha un pacchetto di idee dove andare: Siracusa (la scelta è tra FS, AST e Interbus/Etna trasporti, con luoghi di partenza e modi di acquisto di biglietti ben diversi tra loro), Messina o Palermo (da raggiungere con la SAIS) o Taormina (qui si propone Interbus/Etna trasporti). Comincia l'odissea per trovare dove si vendono i biglietti di quale linea di autobus. Poi, gli autobus non necessariamente partono sempre dal luogo (e nell'orario) previsto, quindi chi conosce la procedura si mette in un luogo dal quale può sorvegliare tutte le partenze e fermare l'autobus di scelta, metodo particolarmente raccommandato per le partenze AST nel cuore della piazza. Ma assumiamo che il nostro eroe turista ce l'abbia fatta a prendere l'autobus per Taormina. Questo bus, nell'alta stagione (e non solo) al solito parte da Catania già stracolmo, con il particolare che da un po' di tempo non è più permesso di trasportare dei passeggeri in piedi. L'autobus arriva a Recanati, località fortemente turistica vicino a Giardini-Naxos, dove qualche decina di visitatori aspettano il pullmann per recarsi a Taormina. Dall'autobus proveniente da Catania scendono esattamente due cristiani, e conseguentemente di quelli che aspettano fuori possono salire ugualmente due, perché nessuno può viaggiare sull'autobus in piedi. Risultato, una ventina di ospiti della Sicilia restano alla fermata ad aspettare la prossima corsa, prevista dopo un'ora. Siamo in una bella domenica soleggiata, per non dire afosa. Chi di voi che leggete scommette che qualcuno di questi visitatori verrà a visitare la nostra bella isola ospitale un'altra volta?
Torniamo alla stazione centrale FS di Catania. (3) il nostro visitatore si incammina a piedi per raggiungere il centro storico, ed imbocca Corso dei Martiri della Libertà. Mi ricordo degli affissi enormi durante la campagna per la rielezione dell'ex-sindaco Scapagnini, che dicevano "Catania è bella", messi proprio all'inizio di questa grande arteria stradale. Sembrava un tentativo disperato di deviare l'attenzione dello spettatore dallo spettacolo degno di uno slum nel più profondo terzo mondo che tuttora si apre davanti agli occhi, un vomito in faccia a chi arriva in questa città ma anche in faccia ai propri abitanti, come tanti altri posti e tante altre situazioni a Catania e dintorni. E poi parliamo di fare un ponte sullo stretto, forse nella speranza (quella di sempre) che tutto il bene venga da sopra (in questo caso, geograficamente, dal nord). Ma c'è chi ci crede veramente, che forse attraverso il ponte miracolosamente ci arriverà la pulizia, ci arriverà il senso civico, ci arriverà il rispetto per gli altri e per il nostro ambiente, ci arriveranno le case antisismiche, ci arriverà l'educazione, ci arriveranno i mezzi (soprattutto, i soldi) necessari per risolvere tutte le problematiche che rischiano di strozzare questa bella terra - e con essa, anche chi ci vive sopra e chi ancora non smette di violentarla in continuo.
Per concludere, io sono venuto a vivere in Sicilia una ventina di anni fa, vengo da un paese nel nord dell'Europa, dove - ammettiamolo - c'è molto meno sole, non si mangia così bene come qui, i paesaggi sono meno drammatici e vulcanici, e la gente certamente è molto più riservata e "fredda". Dieci anni fa ho visto una forte rinascita, che si manifestava particolarmente a Catania, che dava la speranza che la Sicilia potesse riuscire a salire su un livello europeo. Poi la ricaduta, vertiginosa, quasi verticale, che ancora non sembra essersi fermata ... e spesso rifletto quanto tempo riuscirò ancora a sopportare di vedere come questa bella terra, che veramente potrebbe essere il paradiso sulla terra, viene presa a calci dai suoi stessi abitanti, dai suoi amministratori, e che presto, se le cose continuano così, sarà abbandonata dai turisti, risorsa numero uno come qualcuno ancora si permette di dire.
scusate questo mio sfogo, sono arrabbiato perché come credo molti di voi, io amo questa terra che si chiama Sicilia. E ancora spero che un giorno (presto) tanti siciliani si metteranno insieme per tirare fuori la Sicilia dallo stato disastroso nel quale si trova.
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